Il panorama degli incentivi per la transizione ecologica in Italia si rinnova con il Conto Termico 3.0. Questo strumento, gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), punta a sostenere la riqualificazione energetica degli edifici e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili con una dotazione finanziaria di 900 milioni di euro annui.
In questo articolo esploreremo le principali innovazioni, chi può beneficiare dei fondi e come funziona il meccanismo del mandato all’incasso, la nuova frontiera per ottenere un beneficio economico immediato.
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo in conto capitale che copre fino al 65% delle spese ammissibili per interventi di piccole dimensioni finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica. La dotazione annua è ripartita in 500 milioni di euro per i privati (di cui 150 per le imprese) e 400 milioni per le Pubbliche Amministrazioni.
A differenza delle detrazioni fiscali spalmate su più anni, il Conto Termico prevede l’erogazione del contributo in un’unica rata per importi fino a 15.000 euro.
Rispetto alla versione precedente (2.0), il nuovo decreto introduce cambiamenti significativi per rendere l’incentivo più accessibile e performante:
Il fulcro del Conto Termico 3.0 è la sostituzione di vecchi generatori con sistemi a alta efficienza. Tra le soluzioni più comuni troviamo:
Sebbene nel Conto Termico 3.0 non esista lo “sconto in fattura” tipico dei vecchi bonus edilizi, il mandato irrevocabile all’incasso ne svolge una funzione molto simile.
Questo strumento permette al cliente (Soggetto Responsabile) di autorizzare il GSE a erogare l’incentivo direttamente all’installatore o al fornitore. In questo modo, il cliente paga tramite “bonifico parlante” solo la quota non coperta dall’incentivo, riducendo drasticamente l’esborso iniziale. È fondamentale che la somma dei bonifici del cliente e dell’incentivo coincida esattamente con l’importo della fattura per evitare il rigetto della pratica.
Per non perdere l’opportunità dell’incentivo, è necessario inviare la richiesta al GSE entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori o dal collaudo. La documentazione richiesta include l’asseverazione tecnica, il libretto d’impianto aggiornato, le fatture e le certificazioni dei componenti installati
