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Autoconsumo collettivo condominiale: perché conviene?

Autoconsumo collettivo condominiale: perchè conviene?

Nel nostro precedente articolo  e nella nostra pagina nella sezione Servizi abbiamo introdotto diversi argomenti per spiegare i vantaggi dell’autoconsumo collettivo in condominio.

Le dinamiche di discussione in una tipica assemblea condominiale ci suggeriscono di entrare ancora più in dettaglio su come orientarla al meglio per far comprendere alla maggior parte dei condòmini l’opportunità di un investimento in un impianto fotovoltaico.

Innanzitutto, la premessa fondamentale è dimostrare come l’opportunità data dalla legge di valorizzare in maniera virtuale la produzione di un impianto fotovoltaico condominiale sia di gran lunga molto più semplice da gestire rispetto alla richiesta, pur consentita dalla legge, del singolo condòmino di installarsi il suo impianto personale sulla porzione di tetto legata ai suoi millesimi di proprietà. Inoltre, vale la pena sottolineare in sede di presentazione i seguenti vantaggi:

  • aumento di valore della proprietà;
  • risparmio sulla bolletta condominiale;
  • nessun vincolo per le unità abitative che continueranno a ricevere la bolletta dal proprio gestore con gli stessi consumi di prima.

Tipicamente, i punti da considerare in ordine di priorità sono i seguenti:

  1. analisi di fattibilità tecnica;
  2. analisi dei consumi;
  3. analisi dei costi;
  4. analisi dei ricavi.

L’analisi di fattibilità tecnica

L’analisi di fattibilità tecnica deve rispondere alle seguenti domande:

  • qual è l’area utile della copertura per l’alloggiamento dei pannelli fotovoltaici?
  • cosa si intende per area utile?
  • qual è la modalità di accesso alla copertura?
  • La copertura dispone di una linea vita?

Una volta definiti e risolti questi vincoli tecnici il risultato finale dell’analisi deve riportare il numero massimo di pannelli installabili e, di conseguenza, il valore della potenza di produzione massimo installabile sull’edificio.

Nota a margine: per evitare costi aggiuntivi legati sostanzialmente a pure procedure burocratiche, generalmente si considera un valore massimo di potenza pari a 20 kWp.

L’analisi dei consumi

L’analisi dei consumi parte inevitabilmente dalle singole bollette dell’energia elettrica, sia delle parti comuni che dei singoli condòmini.

Questa analisi è fondamentale per capire quale possa essere la scelta più equilibrata del dimensionamento dell’impianto, in modo da bilanciare le seguenti voci:

  1. indice di autoconsumo dei consumi delle parti comuni;
  2. valore stimato dell’energia consumata dai singoli condòmini;
  3. valore stimato dell’energia in eccesso immessa nella rete.

Si tenga presente che mentre il punto 1 e il punto 3 sono i vantaggi classici di un tipico impianto fotovoltaico, il punto 2 rappresenta la parte che viene specificatamente incentivata per 20 anni proprio per le installazioni condominiali.

In questa fase l’analisi può essere più o meno dettagliata, anche in base alla disponibilità delle singole bollette delle unità condominiali. Nella pratica conviene ragionare a livello di cluster, cioè di gruppi di unità simili tra loro, come ad esempio:

  • numero totale di unità abitative;
  • numero di unità commerciali/uffici;
  • numero di unità con presenza in fascia diurna di persone superiore a 2/3;
  • numero di unità con presenza di impianti elettrici di consumo quali boiler elettrici o climatizzatori.

Si tenga conto, in ogni caso, che la fotografia del presente non sarà mai la stessa nel futuro (nuovi proprietari/inquilini, nuove scelte di consumo, etc…), per cui entrare troppo in dettaglio probabilmente non conviene in questa fase.

L’obiettivo però è quello di valutare quale dimensione dell’impianto può consentire una misura ragionevole dell’investimento iniziale e una successiva distribuzione equilibrata dell’energia prodotta tra autoconsumo e vendita in rete.

Nota: chiaramente si parla di consumi in fascia diurna in quanto, come noto, l’impianto fotovoltaico lavora sfruttando la luce del sole. L’eventualità di utilizzare un sistema di accumulo al momento per motivi tecnici, normativi e, soprattutto, di rapporto costi/benefici è di solito da escludere per un condominio.

L’analisi dei costi

L’analisi dei costi deve partire dal preventivo che può essere immaginato per il tipo di impianto definito nelle due fasi precedenti come:

kWp = min(analisi di fattibilità, analisi dei consumi)

Se si prescinde dai possibili costi legati all’accessibilità al tetto (linea vita, utilizzo di PLE, piattaforme di lavoro elevabili), il costo di un impianto fotovoltaico senza sistema di accumulo dipende principalmente dai seguenti fattori:

  • numero di pannelli;
  • qualità dei pannelli/inverter;
  • prezzi di mercato.

Allo stato attuale, che ha visto ultimamente una leggera ma costante riduzione dei prezzi, si può ipotizzare una forbice tra i 1500 €/kWp per gli impianti più grandi e i 1800 kWp per quelli più piccoli (iva compresa). Il vantaggio poi degli impianti fotovoltaici è la ridotta manutenzione per cui i costi annuali potrebbero ridursi a:

  • costo assicurazione per danni a impianto elettrico/pannelli;
  • costo legato al monitoraggio delle prestazioni, al pagamento degli incentivi e alla distribuzione degli utili dell’autoconsumo collettivo. 

L’analisi dei risparmi e dei ricavi

Questa analisi di previsione consente di generare un trend di flusso di cassa per valutare la bontà dell’investimento economico.

Il sistema di calcolo viene proposto ormai da diverse piattaforme. Una di queste è Recon proposta gratuitamente da ENEA.

Le voci da considerare sono comunque sempre le stesse:

  • i risparmi da autoconsumo fisico sulla bolletta condominiale;
  • i ricavi dall’energia immessa in rete nella quota di quella condivisa
  • i ricavi da energia immessa e venduta in rete eccedente la quota condivisa;
  • la detrazione fiscale del 50% sui 10 anni.

L’obiettivo è capire, in prima battuta, il costo dell’investimento iniziale e il tempo di rientro da questo investimento (ROI). Tipicamente il rientro dall’investimento va dai 4 agli 8 anni, dopodiché è tutto guadagno.

Fatta questa prima valutazione, sempre per venire incontro alle singole capacità di spesa, sarà importante esporre la possibilità dell’accensione di un finanziamento. A fronte del pagamento degli inevitabili interessi, questa è un’opportunità molto interessante anche per i seguenti motivi:

  • azzeramento dell’investimento iniziale;
  • possibilità di estensione del finanziamento a 10 anni: questo consente di bilanciare la rata annuale del finanziamento con la detrazione fiscale del 50%;
  • il finanziamento viene fatto su base volontaria al singolo condòmino, per cui ognuno può scegliere liberamente e, soprattutto, ognuno risponde singolarmente degli eventuali mancati pagamenti senza coinvolgere il condominio.

Ribadendo che il finanziamento potrà essere una scelta personale, si fa presente che anche noi di Puntoambiente siamo in grado di offrire proposte di finanziamento molto vantaggiose in modalità semplificata rispetto a eventuali richieste in banca o presso altri istituti finanziari, grazie a convenzioni stipulate appositamente.

 

Caso pratico: condominio di 18 unità residenziali e 4 unità commerciali

Per questo condominio avevamo poche informazioni:

  • indirizzo;
  • bolletta condominiale;
  • numero di unità, divise tra residenziali e commerciali.

Dopo aver effettuato l’analisi di fattibilità tecnica e l’analisi dei consumi (necessariamente stimati data l’assenza delle bollette delle singole utenze) siamo giunti a proporre un impianto di 15 kWp al costo di circa 1.600 €/kWp, esclusi i costi legati alla sicurezza.

Abbiamo poi considerato il valore del prezzo medio di acquisto dell’energia, desunto dal sito di ARERA: prudenzialmente abbiamo inserito 0,3 €/kWh.

Infine abbiamo considerato il prezzo medio di vendita dell’energia immessa in rete e non condivisa: prudenzialmente abbiamo inserito 0,1 €/kWh.

I risultati senza opzione di finanziamento

Come evidenziato dal progetto l’investimento si ripaga in un tempo di 6/7 anni e produrrà utili molto interessanti negli anni successivi.

I risultati con opzione di finanziamento

Come evidenziato dal trend a fronte di minori ricavi si evidenzia come l’impianto possa risultare a costo zero iniziale per le utenze sommando gli incentivi, i ricavi e le detrazioni fiscali con utili interessanti, specialmente per gli anni successivi al decimo.

Sei un amministratore condominiale? Oppure abiti in un condominio e vorresti installare un impianto fotovoltaico? Accedi alla nostra pagina di contatti e scegli la modalità preferita per metterti in contatto con noi e trovare la migliore soluzione!

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Autoconsumo collettivo condominiale: vantaggi economici conseguibili

Vantaggi economici conseguibili dai membri di un autoconsumo collettivo condominiale

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano una vera e propria rivoluzione nel settore energetico, dove i cittadini (prosumer) diventano protagonisti attivi del processo di produzione e consumo dell’energia. Rimandiamo alla rete l’approfondimento di cosa sono e come funzionano, vista l’ampia disponibilità di pubblicazioni sul tema. In questo articolo raccontiamo una nostra recente analisi su un piccolo condominio di 3 utenze proprio per evidenziare come è possibile realizzare un autoconsumo collettivo anche in piccole realtà del nostro territorio.

Il quadro legislativo delle CER: a che punto siamo

La proposta di decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva inviato all’Unione Europea è stata approvata a fine giugno 2023. A breve si attende la pubblicazione in gazzetta.

In attesa del testo definitivo, possiamo anticipare che i membri delle comunità energetiche potranno usufruire di due tipi di agevolazioni, un incentivo in tariffa basato sulla potenza erogata dall’impianto e un contributo a fondo perduto attraverso fondi del PNRR riservato alle comunità energetiche costituite nei comuni con meno di 5mila abitanti. Il contributo previsto ammonterebbe al 40% dell’investimento, sia per la realizzazione di nuovi impianti che per il potenziamento di quelli esistenti.

Il caso pratico di un piccolo condominio

Il caso analizzato riguarda un condominio con tre utenze più un’utenza per gli impianti comuni. L’analisi parte dalle bollette di tutte le utenze coinvolte: in pratica, occorre recuperare da esse i valori dei consumi su base annua

I dati da considerare sono i consumi totali e quelli in fascia F1, che rappresentano approssimativamente la fascia diurna, cioè quella utilizzabile con la produzione fotovoltaica. Un'analisi più accurata prevede la disponibilità di questi dati con un dettaglio mensile. 

Bisogna poi fare una distinzione tra i consumi delle parti comuni (es. ascensore, luci, etc…) e delle singole utenze. I consumi delle parti comuni servono per capire la quota di autoconsumo diretto dell’impianto fotovoltaico rispetto alla produzione totale di energia. I consumi delle singole utenze servono invece per capire le quote di autoconsumo “virtuale”, cioè quelle calcolate a valle dal gestore per misurare i valori della cosiddetta “energia condivisa”.

Dimensionamento dell’impianto fotovoltaico

I condomini non sono tutti uguali e non sempre si hanno a disposizione ampie superfici sulla copertura per la posa dei pannelli. L’analisi del tetto e degli accessi ad esso consente di definire il limite massimo di potenza installabile. Il dimensionamento dell’impianto, quindi, viene fatto cercando di massimizzare la resa energetica su tutte le utenze con un limite massimo dato dalla sua realizzabilità fisica.

Di solito si considera anche il limite dei 20 kWp come potenza installabile in quanto al di sopra di questa soglia sono necessari ulteriori adempimenti burocratici che riducono il rendimento dell'investimento.

Investimento e tipologia di detrazione

Ultimo passaggio riguarda la valutazione economica. Preventivo alla mano, si tratta di capire a quanto ammonta l’investimento iniziale e la quota eventuale di costi di manutenzione periodica. 

Nel calcolo del ritorno economico dell’investimento un ruolo importante è dato ovviamente dalla possibilità di detrarre la suddetta spesa al 50% in 10 anni. 

Nel nostro caso, infine, non abbiamo considerato la realizzazione di questo impianto in Superbonus, nel qual caso sarebbero venuti meno gli incentivi previsti per la remunerazione dell’energia condivisa.

I risultati

Nel caso pratico in questione (un piccolo condominio di 3 utenze) abbiamo ipotizzato come scelta più conveniente un impianto di 10 kWp. Il valore dell’investimento è stato di circa 1850 €/kW , valore leggermente superiore alla media attuale dei costi dovuto alla necessità di realizzare una struttura custom per i pannelli dovuto alla copertura piana e non a falda dell’edificio. Di seguito rappresentiamo i risultati finali dell’analisi, ottenuti tramite lo strumento gratuito RECON

Come evidenziato dal progetto, anche nel caso come questo di un piccolo condominio posto in una città della pianura padana, l’investimento si ripaga in un tempo di 6/7 anni con incentivi che permangono fino a 20 anni. 

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