Bando ACCENDI IL CAMBIAMENTO ENERGETICO

Bando Fondosviluppo “ACCENDI IL CAMBIAMENTO ENERGETICO”

PROROGATA LA SCADENZA DELLA CALL DI FONDOSVILUPPO “ACCENDI IL CAMBIAMENTO ENERGETICO”

Fondosviluppo (il Fondo per lo sviluppo della cooperazione creato da Confcooperative) mette a disposizione 3 milioni di euro, per accompagnare le cooperative aderenti a Confcooperative in un percorso di rafforzamento e sviluppo verso la transizione ecologica/energetica

La Call “Accendi il Cambiamento Energetico” è rivolta a tutte le Cooperative italiane aderenti a Confcooperative in regola con i contributi associativi e i versamenti del 3% a Fondosviluppo.

·         Non possono partecipare alla Call le Cooperative che beneficeranno del Bando “Parco Agrisolare” indetto dal MIPAFF.

·         Verrà data la precedenza alle cooperative che non hanno mai beneficiato di altri interventi da parte di Fondosviluppo. 

Le candidature potranno essere presentate a partire dal 15/11/2022 sino al 31/12/2023.

Spese ammissibili

  • Interventi di isolamento termico (cappotto termico);

  • sostituzione di infissi;

  • sostituzione di impianti di climatizzazione;

  • Sostituzione di impianti di riscaldamento invernale con pompe di calore o caldaie a condensazione, oppure con micro cogeneratori;

  • Installazione di dispositivi per la domotica e il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione;

  • Sostituzione dell’impianto di illuminazione tradizionale /incandescenza, ecc) con lampade a led.

  • Per gli interventi funzionali a ridurre emissioni e dipendenza energetica le spese ammissibili sono:

  • Installazione di impianti di produzione di energia generata da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo;

  • Installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. 

Agevolazioni

Le cooperative potranno beneficiare contemporaneamente dei seguenti interventi::

  • Concorso conto interessi per un importo massimo di €. 50.000 su un mutuo accordato dalla BCC per un importo massimo di €. 500.000 e una durata massima di 5 anni.
  • Copertura degli oneri finanziari su eventuali garanzie rilasciate da Cooperfidi Italia.

In aggiunta verrà erogato un contributo a fondo perduto per un importo massimo di €. 5.000 per cooperativa richiedente, a fronte di rimborso costi per progettazione e consulenza sullo studio di fattibilità, valutazioni efficientamento e certificazione energetiche rilasciate da realtà cooperative accreditate aderenti a Confcooperative o afferenti al sistema Confcooperative.

Vuoi avere maggiori informazioni? Inviaci una mail o scrivici tramite la nostra pagina dei contatti:

Cresce il numero delle installazioni di impianti fotovoltaici

Dati statistici sulle installazioni di impianti fotovoltaici in Italia

Il GSE pubblica on line statistiche trimestrali che fotografano l’andamento del settore fotovoltaico in Italia. I dati contenuti nell’ultima nota aggiornata a marzo 2023 confermano la crescita sostenuta del comparto già osservata nel corso del 2022.

Dati installazione impianti Fotovoltaici dal 2005 al 2023
Numerosità e potenza degli impianti fotovoltaici in Italia

Il dato sembrerebbe positivo, ma in realtà certifica una crescita ancora troppo lenta e insufficiente a raggiungere gli obiettivi previsti per il 2030.

Andamento tendenziale e target delle rinnovabili in Italia

Questo è quanto emerge dal Rapporto sulle energie rinnovabili 2023 (Rer) realizzato dall’Energy & Strategy della School of Management del Politecnico di Milano l’Italia. I risultati in termini di impianti a energia rinnovabile installati nel Paese sono troppo bassi rispetto a quanto sarebbe necessario per raggiungere gli obiettivi di di 125-150 GW al 2030. I poco più di 3 GW aggiunti nel 2022, sono appena un terzo dei circa 10 GW (tra 8,6 e 10,7 GW) che dovremmo aggiungere annualmente per tenere il passo, al pari degli effettivi 10,7 GW della Germania, 5,9 della Spagna e 5 della Francia (la quale però nel mix aggiunge l’energia nucleare). Soprattutto a fronte della forte elettrificazione dei consumi, che dovrebbe portare al raddoppio del fabbisogno elettrico (+126%).

A fine 2022 la potenza totale installata da fotovoltaico superava i 25 gigawatt complessivi, di cui 2,5 gigawatt aggiunti nell’ultimo anno e suddivisi in 295.000 nuovi impianti. Da qui si deduce che la crescita è stata trainata soprattutto da impianti di piccolissima taglia (in media 6 kilowatt) nelle regioni del Nord Italia, sull’onda del Superbonus 110%. Mancano quasi completamente all’appello i grandi impianti, senza i quali non è possibile immaginare di scalare la potenza installata, spiegano gli autori del report.

Fotovoltaico in Italia: parco installato

Il nostro contributo alla transizione energetica e allo sviluppo delle rinnovabili

Come Puntambiente abbiamo iniziato le installazioni già nei primi anni 2000, ai tempi dei cosiddetti “Conto Energia” e, come tutto il settore, abbiamo avuto un “risveglio” del mercato solo dopo le direttive europee e gli impulsi dati dalle normative sul superbonus e dello sconto in fattura. Solo negli ultimi 12 mesi abbiamo effettuato 21 installazioni per una potenza complessiva pari a circa 150 kWp.

Ma possiamo fare ancora meglio con la vostra collaborazione!

Grazie alla nostra esperienza diretta di questi anni, oltre a selezionare per voi prodotti di assoluta qualità, garantiamo soluzioni adatte a diverse situazioni (case singole, condomini, aziende, capannoni) sempre “chiavi in mano”, dalla progettazione all’installazione e alla produzione delle necessarie autorizzazioni e della documentazione burocratica e fiscale. Tra le soluzioni non va dimenticato il potenziamento di un impianto esistente, sia come potenza installata che come inserimento di un sistema di accumulo in grado di fornire energia anche nelle ore notturne.

Siamo sempre attenti alla presenza di bandi di finanziamento, nazionali, regionali e locali, per venire incontro alle esigenze di spesa dei nostri clienti e accompagnarli alla corretta produzione della documentazione necessaria. In particolare, vogliamo segnalare le opportunità date, per esempio,

  • dalla normativa sull’autoconsumo collettivo (condomini) e delle Comunità Energetiche (che a breve saranno ulteriormente incentivate dal governo);
  • dal decreto Parco Agrisolare, che prevede contributi a fondo perduto fino all’80% per le imprese agricole (vedi nostra pagina di approfondimento).

Offriamo soluzioni anche su finanziamento fino a 10 anni a tassi agevolati che consentono un rientro pressocché immediato dell’investimento grazie alla combinazione tra interessi e detrazioni fiscali che, come noto, sono del 50% in 10 anni. 

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Come funziona lo scambio sul posto

Il contratto con il GSE in regime di scambio sul posto

Lo Scambio sul posto è un contratto che il titolare di un impianto a energie rinnovabili può stipulare con il Gse (Gestore Servizi Elettrici) attraverso il quale l’energia elettrica prodotta in eccesso viene remunerata con accredito in denaro.

L’energia del proprio impianto fotovoltaico può essere utilizzata istantaneamente, mettendo in funzione apparecchi elettronici durante le ore di luce, oppure attraverso l’autoconsumo differito, che richiede però un sistema di accumulo.

Nel caso in cui l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico è superiore al fabbisogno, e quindi non consumata immediatamente, viene immessa nella rete elettrica e remunerata grazie allo Scambio sul posto, che consente quindi di non perdere il vantaggio economico derivato dalla fonte di energia solare.

In parole povere, si tratta di una “vendita” di energia prodotta ma inutilizzata dal possessore di un impianto fotovoltaico.

Principio di funzionamento

Maggiori informazioni sul sito del GSE

I kWh di energia elettrica prodotti dal proprio impianto e non immediatamente autoconsumati, vengono immessi nella rete pubblica e contabilizzati da un contatore. L’energia immessa viene quindi valorizzata dal GSE che determina un credito in euro, denominato contributo in conto scambio (CS). Tale credito andrà a compensare e rimborsare la tariffa spesa dall’utente per l’energia che invece è stata prelevata dalla rete e pagata in bolletta.
In altre parole, si chiama Scambio sul posto perché è letteralmente uno scambio di valore economico tra l’energia elettrica prodotta dall’utente con il proprio impianto fotovoltaico e l’energia elettrica prelevata dall’utente acquistandola dalla rete.
Il GSE è incaricato di gestire e contabilizzare queste attività di scambio energetico, rilasciando il contributo in conto scambio tramite accrediti trimestrali. Per capire come funziona lo scambio sul posto continua a leggere.

Esempio pratico

Effettuare questi calcoli non è affatto semplice. Per meglio chiarire la procedura proviamo a fare un ESEMPIO:

  • Ho un fabbisogno annuo di 4200 kW. In assenza di un impianto Fotovoltaico, preleverò tutti i 4200 kW dalla rete elettrica. La mia spesa sarà 4200kW x 0.25€ = 1050€ all’anno
  • Decido di installare un impianto fotovoltaico per coprire il fabbisogno di 4200 kW. In media, ogni kW di fotovoltaico installato mi produrrà 1400 kW all’anno. Avrò bisogno quindi di un impianto fotovoltaico da 3kW per produrre i 4200 kW di cui ho bisogno
  • Poniamo che dei 4200 kW che il Fotovoltaico produce nel corso dell’anno, riesco ad autoconsumarne la metà, cioè 2100 kW. I restanti 2100 kW non utilizzati vengono immessi nella rete
  • Metà del mio fabbisogno annuale riesco quindi a coprirlo con il Fotovoltaico, mentre l’altra metà dovrò attingerla dalla rete (di notte, in periodi di scarsa illuminazione)
  • Avrò questa situazione: 2100 kW all’anno di autoconsumo. 2100 kW prodotti dal fotovoltaico ma immessi in rete e 2100 kW prelevati dalla rete
  • Il contributo che il GSE da per ogni kW immesso nella rete è di circa 0.16€ (il numero cambia in base a diversi parametri). Quindi il valore del mio contributo in conto scambio sarà 16€ x 2100 kW = 336€ all’anno
  • Supponiamo che il costo dell’energia sia 0.25€, la spesa che sostengo per l’energia prelevata dalla rete è 2100 kW x 0.25€ = 525€ all’anno
  • Risultatida 1050€ di bolletta all’anno, pagherò la metà, cioè 525€ all’anno. Tale risparmio è dovuto al Fotovoltaico. Inoltre, i 525€ annui di bolletta elettrica residua sono ripagati in parte dai 336€ del contributo in conto scambio

In fin dei conti ne risulta una spesa netta annua di 189€. La mia bolletta energetica si è ridotta dell’86%!

Modalità di pagamento dei contributi

Il contributo rimborsa i costi sostenuti dall’utente per i servizi di trasporto e dispacciamento, oltre che gli oneri generali di sistema della rete elettrica. Importante da dire è che lo scambio sul posto non va a scontare le bollette!

Il contributo in conto scambio è un pagamento che viene accreditato a posteriori e che non interviene sulla bolletta elettrica. I canali sono due:

  • Si riceverà normalmente la bolletta elettrica dal proprio gestore (Enel, Edison, Acea, ecc.)
  • In seguito si avrà un accredito da parte del GSE del valore in denaro che ci spetta secondo i calcoli

Per determinare l’importo del contributo, il GSE si basa sulle caratteristiche dell’impianto e sulla quantità di energia scambiata con la rete. Il valore del contributo dipende dai costi di prelievo dell’energia dalla rete e dal valore in euro dell’energia immessa in rete, calcolato a sua volta in base ai prezzi del mercato elettrico, secondo zone, profili e fasce orarie.

Lo scambio sul posto (SSP) offre il massimo vantaggio quando, nel periodo di un anno, l’utente immette in rete una quantità di energia elettrica almeno uguale a quella prelevata. Nel caso in cui il valore dell’energia immessa in rete sia superiore agli oneri sostenuti per il prelievo, il GSE determina un credito che andrà a sommarsi ai contributi dell’anno successivo.

Attivazione del servizio

Per stipulare il contratto di SSP, i produttori-utenti devono presentare richiesta tramite il portale informatico del GSE, entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. Il contratto ha una durata annuale solare e si rinnova tacitamente. Il portale del GSE consente inoltre di gestire le questioni tecniche, economiche e amministrative del servizio di scambio sul posto.

In conclusione, lo Scambio sul Posto rappresenta un’ulteriore opportunità di risparmio e vantaggio economico, che si aggiunge alla detrazione fiscale del 50% prevista per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Noi di PUNTOAMBIENTE offriamo nei nostri pacchetti di installazione di impianti fotovoltaici la consulenza professionale su misura e assistenza per la gestione delle pratiche burocratiche e il monitoraggio annuale dei consumi e dei corrispettivi ricevuti.

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Revamping fotovoltaico

Revamping fotovoltaico: Cos’è, come funziona, quando si fa

Con il passare del tempo, gli impianti fotovoltaici privati o industriali possono perdere di efficacia. Ciò vale, a maggior ragione, per impianti datati e dunque realizzati con tecnologie che oggi risultano obsolete e sono state sostituite da altre più efficienti.

Quando le performance di un impianto iniziano a calare, in modo importante e costante nel tempo, non è necessario intervenire sostituendolo in toto: è possibile ripristinarne l’efficacia attraverso un intervento di revamping, allungando così la sua durata di vita e la sua capacità di produrre energia.

Vediamo cos’è, quando è utile e quali vantaggi comporta.

Cosa si intende per revamping fotovoltaico?

Il revamping fotovoltaico consiste nel rinnovamento o ammodernamento di un impianto fotovoltaico esistente, al fine di ripristinarne la piena efficacia e l’efficienza energetica.

Non va confuso con il repowering: una pratica differente, sebbene con lo stesso scopo, ovvero quello di migliorare le prestazioni dell’impianto. Il revamping, infatti, prevede la sostituzione di alcune componenti principali, mentre il repowering si basa sull’aggiunta di componenti che potenziano l’impianto.

Quando bisogna fare il revamping?

 Un impianto fotovoltaico può durare, in media, 25 anni. Durante il suo ciclo di vita, però, è probabile che subisca perdite di efficacia, che possono dipendere da diversi fattori.

Un intervento di revamping permette di ripristinare le capacità di performance dell’impianto, quando:

  • si rileva una perdita dell’efficienza energetica dell’impianto, che si protrae nel tempo o che continua gradualmente a peggiorare
  • quando si rileva un degrado fisico di alcune parti dell’impianto (ad esempio, alcuni eventi atmosferici possono aver danneggiato uno o più pannelli fotovoltaici, oppure l’usura può essere legata a una scarsa qualità dei materiali utilizzati)
  • quando si rileva un problema di progettazione iniziale da correggere, che limita l’efficacia o la sicurezza dell’impianto (ad esempio, parte dei pannelli solari eccessivamente in ombra)
  • quando l’impianto fotovoltaico non risulta più essere in linea con gli standard di sicurezza indicati dal GSEGSE, che nel corso degli anni sono diventati sempre più stringenti.

In tutti questi casi, il corretto intervento di revamping permette di aumentare la capacità di produzione di energia dell’impianto, riportandola a condizioni ottimali.

Come funzionano gli interventi di revamping del fotovoltaico

È importante definire la tipologia di intervento di revamping da mettere in atto in base alle cause che comportano la perdita di efficienza dell’impianto fotovoltaico. In primis, dunque, è importante che vengano individuate le corrette cause della perdita di efficacia.

Ecco quali sono i più frequenti interventi che possono venire effettuati per migliorare le prestazioni e allungare il ciclo di vita dell’impianto.

Sostituzione dell’inverter

L’inverter è la parte di impianto che trasforma la corrente continua proveniente dai raggi solari in corrente alternata. È un componente importante per monitorare il corretto funzionamento dei pannelli solari, evitare incendi o cortocircuiti.

Sostituzione dei pannelli solari

Anche i grandi impianti costruiti per alimentare un’industria possono rivelare una perdita di efficienza quando un solo pannello fotovoltaico viene danneggiato. Pertanto, un intervento di revamping può prevedere la sostituzione dei pannelli che mostrano un deficit delle prestazioni.

Installazione di dispositivi anti PID

Il PID, o Potential Induced Degradation (Potenziale di Degrado Indotto) è un fenomeno di degrado delle prestazioni dei pannelli, dato dalla polarizzazione delle celle fotovoltaiche, che può portare anche alla perdita del 30% dell’efficacia.

I dispositivi anti PID prevengono l’insorgenza di questo fenomeno, evitando che si verifichi il degrado delle celle.

Installazione dispositivi per la sicurezza dell’impianto

Un intervento di revamping può prevedere inoltre l’installazione di nuovi dispositivi che consentono di adeguare l’impianto alle normative CEI 0-21 e CEI 0-16.

Normative GSE vigenti

Il GSE (gestore dei servizi energetici) mette a disposizione diversi incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici per le aziende. È dunque importante sapere come effettuare un intervento di revamping senza perdere i benefici del Conto Energia.

Per orientarsi, è possibile consultare il DTR, ovvero il Documento Tecnico per il Revamping, pubblicato proprio dal GSE, contenente le indicazioni sulle attività consentite e quelle non consentite per non perdere le agevolazioni. 

In linea generale, è importante fare attenzione alla distinzione tra interventi significativi e non significativi.

Revamping fotovoltaico e GSE: Interventi significativi e non significativi

Gli interventi non significativi sono tutti quegli interventi che non prevedono comunicazioni obbligatorie, mentre gli interventi significativi, se effettuati su un impianto con potenza superiore a 3 kW, devono essere comunicati entro 60 giorni dal termine dell’intervento, pena la perdita delle agevolazioni fiscali del Conto Energia.

Se gli impianti sono inferiori a 3 kW, invece, non è necessario effettuare alcuna comunicazione al Gestore dei Servizi Energetici.

In particolare, sono considerati interventi non significativi:

  • lo spostamento degli inverter e dei componenti elettrici minori
  • la sostituzione di parti elettriche minori
  • interventi sulle strutture di sostegno dei moduli fotovoltaici.

Sono considerati interventi significativi, invece:

  • la sostituzione, rimozione e nuova installazione dei componenti principali, ovvero moduli e inverter
  • lo spostamento di tutti i moduli o di alcuni di essi
  • la modifica del regime di cessione in rete o la variazione del codice identificativo del punto di connessione alla rete.

Questi interventi significativi devono rispettare requisiti specifici:

  • per sistemi con potenza fino a 20 kW, la potenza nominare dell’impianto può essere aumentata al massimo del 5%
  • peri sistemi con potenza superiore a 20 kW, la potenza nominale dell’impianto può essere aumentata al massimo dell’1%.

    È importante considerare come il revamping sia anche un modo per massimizzare gli incentivi previsti dal GSE: dal momento che gli incentivi sono calcolati in base ai kWh di energia prodotti, avere un impianto che lavora al massimo delle sue potenzialità significa anche poter sfruttare questi incentivi al massimo.

    Tenendo conto di questi fattori, è possibile calcolare anche il ritorno dell’investimento del revamping fotovoltaico, considerando i costi dell’intervento vs i maggiori ricavi derivanti dal ripristino delle condizioni ottimali dell’impianto.

    www.lumi4innovation.it