Integrazione pompa di calore e impianto fotovoltaico

Integrazione pompa di calore con impianto fotovoltaico

L'integrazione della pompa di calore con l'impianto fotovoltaico: funzionamento e vantaggi

L’abbinamento di una pompa di calore con un impianto fotovoltaico offre numerosi vantaggi, sia economici che ambientali.

Risparmio economico

Riduzione dei costi in bolletta

L’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici può essere utilizzata per alimentare la pompa di calore, riducendo il consumo di energia elettrica dalla rete. Questo può portare a un notevole risparmio sui costi di riscaldamento e raffrescamento, soprattutto se la pompa di calore è ad alta efficienza.

Maggiore autoconsumo

L’integrazione di una pompa di calore con un impianto fotovoltaico permette di aumentare l’autoconsumo dell’energia solare prodotta. Questo significa che una maggiore quantità di energia prodotta dai pannelli fotovoltaici viene utilizzata direttamente in casa, anziché essere immessa in rete e venduta a un prezzo più basso.

Incentivi fiscali

In Italia, sono previsti incentivi fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore. Questi incentivi possono ridurre significativamente il costo iniziale dell’impianto, rendendolo un investimento più conveniente.

Risparmio ambientale

Riduzione delle emissioni di CO2

Le pompe di calore e i pannelli fotovoltaici sono tecnologie pulite che non producono emissioni di gas serra. Questo significa che il loro utilizzo può contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico e a mitigare i cambiamenti climatici.

Maggiore utilizzo di energia rinnovabile

L’energia solare è una fonte di energia rinnovabile e sostenibile. Utilizzando un impianto fotovoltaico per alimentare la pompa di calore, si può ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, che sono dannosi per l’ambiente.

Incremento dell’efficienza energetica

L’integrazione di una pompa di calore con un impianto fotovoltaico può aumentare l’efficienza energetica della casa. Questo significa che la casa consumerà meno energia, il che fa bene all’ambiente e al portafoglio.

Oltre ai vantaggi sopraccitati, l’integrazione di una pompa di calore con un impianto fotovoltaico offre anche altri benefici, come:

  • Maggiore comfort abitativo. Le pompe di calore possono fornire riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria, garantendo un clima confortevole in casa tutto l’anno.
  • Maggiore indipendenza energetica. Con un impianto fotovoltaico e una pompa di calore, si può diventare più autonomi dal punto di vista energetico, riducendo la dipendenza dalle forniture esterne di energia.
  • Valore aggiunto per l’immobile. Un immobile dotato di impianto fotovoltaico e pompa di calore ha un valore maggiore sul mercato immobiliare.

In conclusione, l’integrazione di una pompa di calore con un impianto fotovoltaico rappresenta una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista economico che ambientale. Fondamentale è però la corretta progettazione come spiegato di seguito.

Cosa considerare per una corretta progettazione

Il tutto comincia dal dimensionamento corretto della pompa di calore elettrica, elemento fondamentale per determinare una simulazione dei consumi annua, considerando l’andamento delle temperature esterne della località di progetto. Una volta determinato il consumo teorico di generazione si passa ai consumi legati all’abitazione, cioè di tutte le altre apparecchiature elettriche di utilizzo quotidiano. A questo punto, avendo il fabbisogno energetico delle utenze in casa, si passa a dimensionare l’impianto fotovoltaico.

Un primo vantaggio nell’abbinare l’impianto fotovoltaico alla pompa di calore è la riduzione dei consumi in bolletta, favorendo così l’autoconsumo fotovoltaico.

Ci permette inoltre di accumulare energia termica, trasformando l’impianto e l’edificio in batterie termiche.

Questo elemento risulta fondamentale perché andremo a settare la pompa di calore in modalità comfort (temperature più elevate) proprio quando il fotovoltaico supererà una soglia di produzione, favorendo così l’accumulo di energia termica per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento (attenzione però nel sovradimensionamento dell’accumulo sanitario e del puffer tecnico).

Inoltre aumentando la temperatura ambiente caricheremo l’edificio di energia e la velocità di rilascio verso l’esterno dipenderà dalle prestazioni dell’involucro. Questa operazione va coordinata con il cliente finale per garantire una condizione di comfort all’interno dell’edificio, senza “surriscaldare” troppo l’ambiente; un giusto compromesso si trova nelle ore in cui l’edificio non è abitato.

Questo settaggio garantirà un maggior COP della pompa di calore e un conseguente abbassamento del consumo elettrico, perché lavorerà soprattutto nelle ore più calde della giornata dove le temperature esterne permettono maggiori rese.

Avremo una riduzione delle eccedenze del fotovoltaico se utilizzeremo il meccanismo dello scambio sul posto perché i consumi elettrici dell’edificio aumentano andando a compensare l’energia immessa in rete. In presenza di un sistema di accumulo, quando la produzione fotovoltaica sarà superiore all’assorbimento elettrico dell’abitazione, l’energia eccedente andrà a caricare direttamente la batteria, anch’essa correttamente dimensionata.

Tipologie di comunicazione tra pompa di calore e fotovoltaico

1– Gli inverter di ultima generazione hanno la possibilità di inviare un segnale (attraverso un contatto pulito I/O) alla pompa di calore. Questo segnale viene inviato solamente quando la produzione fotovoltaica supera un valore preimpostato in fase di collaudo. Oppure se l’energia elettrica immessa in rete è superiore ad una certa soglia (quest’ultimo caso è migliorativo rispetto al semplice valore di produzione fotovoltaica).
Ma cosa ci permette di fare questo segnale? L’elettronica della pompa di calore, dal momento che riceve questo contatto, setterà il generatore in modalità comfort in modo da sfruttare l’eccedenza per riscaldare l’edificio e l’acqua calda sanitaria.

2– Se l’inverter non ha la possibilità di inviare questo segnale o se la pompa di calore non ha la possibilità di riceverlo, risulta di fondamentale importanza un sistema di monitoraggio e settaggio della pompa di calore.
Il settaggio permette di impostare della fasce orarie di funzionamento della pompa di calore, perciò far lavorare la macchina nelle ore di maggior esposizione solare, con temperature esterne più favorevoli garantendo così l’autoconsumo. Il sistema esterno di monitoraggio del fotovoltaico invece monitora l’energia prodotta e quella immessa in rete, dialogando con la pompa di calore.

In sintesi: non è possibile riscaldare casa gratuitamente e ricevere bollette pari a zero (specialmente nei mesi più freddi dell’anno tra cui Gennaio e Febbraio). Il corretto approccio è bilanciare l’energia elettrica annuale consumata con l’energia elettrica annuale prodotta dal fotovoltaico.

Bedzed-Londra-Inghilterra

Adempimenti di marzo per il fotovoltaico: Fuel mix e agenzia delle dogane

Adempimenti di marzo per il fotovoltaico: fuel mix e agenzia delle dogane

Il mese di marzo rappresenta una scadenza burocratica importante per alcune categorie di proprietari di impianti fotovoltaici. Stiamo parlando del FUEL MIX e dell’Agenzia delle Dogane.  

Il FUEL MIX

AGGIORNAMENTO DEL 20/02/2024

ELIMINTATO L’OBBIGLO DI EFFETTUARE LA DICHIARAZIONE FUEL MIX!

Vedasi il documento di consultazione del GSE a pag. 12 e relativo decreto MASE.

 AGENZIA DELLE DOGANE

In caso di impianto fotovoltaico con potenza > 20 kwp, entro il 31 marzo di ogni anno deve essere inviata telematicamente all’Agenzia Dogane e Monopoli la Dichiarazione Annuale di Consumo relativa ai consumi elettrici (DAC Mod. AD-1).

Questo obbligo è previsto dal TUA (Testo Unico Accise, D.Lgs 504/1995 e s.m.i.), che, all’art.53, commi 1 e 2, individua i soggetti obbligati al pagamento dell’accisa sull’energia elettrica e, all’art.53 c. 8, impone a quegli stessi soggetti di presentare la Dichiarazione Annuale di Consumo, al fine di fornire tutti gli elementi necessari all’accertamento e liquidazione del debito d’imposta.

In relazione all’anno 2023, la scadenza per l’invio della dichiarazione è il 31/03/2024.

Le sanzioni previste in caso di inadempimento vanno da una multa dai 500 ai 3.000 euro fino, nei casi più gravi, alla sospensione dell’incentivo da parte del GSE.

Questo adempimento è più complesso del precedente per cui si valuti sempre la possibilità di affidarsi a noi o ad altri consulenti per il suo espletamento. Di seguito trovate comunque un video sull’argomento. 

Bedzed-Londra-Inghilterra

Edifici green: le agevolazioni del 2024

Edifici green: le agevolazioni del 2024

(*) Tratto da: www.ingenio-web.it

Per tutti coloro che invece si trovano a dover iniziare un intervento di riqualificazione queste sono le agevolazioni che ci propone questo 2024:

Superbonus;

Ecobonus;

Bonus ristrutturazioni 2024;

Bonus mobili;

Bonus verde.

 Superbonus

Riprendendo il tema iniziale, per chi dovesse usufruire per il 2024 del SUPERBONUS, come anticipato l’aliquota delle detrazioni fiscali sarà 70% per tutti gli interventi su edifici plurifamiliari o assimilabili. Gli interventi oggetto del superbonus sono:

Intervento di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali o inclinate che interessano la superficie disperdente dell’edificio con incidenza superiore al 25%;

Intervento per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti;

Interventi antisismici;

Intervento per l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici;

Intervento per l’installazione di impianti solari fotovoltaici;

Eliminazione barriere architettoniche.

I massimali varieranno in funzione dell’intervento e dal numero di unità abitative coinvolte. I dettagli dei massimali sono disponibili sul sito dell’agenzia delle entrate.

 Ecobonus

L’ECOBONUS, prevede agevolazioni fiscali (detrazione IRPEF o IRES) riconosciuta per i lavori di riqualifica energetica dell’immobili unifamigliari e condomini. A seconda dell’intervento gli incentivi possono variare con un minimo del 50% e un massimo del 75%. Nel particolare è prevista una aliquota del 50% per i seguenti interventi:

Acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi e di schermature solari;

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno pari alla classe A; del 65% per i seguenti interventi:

Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi;

Interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con generatori d’aria calda a condensazione;

Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, a condizione che gli interventi producano un risparmio di energia primaria pari almeno al 20%;

Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione;

Interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;

Acquisto, installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento;

Interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali (muri), strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti);

Installazione di impianto pannelli solare termico per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università;

Building automation.

Le aliquote possono raggiunge valori del 70%/75%, in particolare nel caso in cui le opere e le spese di ristrutturazione, volte a un efficientamento energetico, coinvolgano l’intero involucro. In tal caso l’ecobonus può raggiungere il 70% (nel caso in cui i lavori interessino il 25% della superficie complessiva del condominio) o il 75%, nel caso in cui la riqualifica energetica mira a migliorare e risparmiare sull’energia di climatizzazione estiva quanto quella invernale. L’ammontare complessivo dovrà essere non superiore a 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Nel caso in cui si usufruisse dell’Ecobonus su edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 o 3 e contestualmente si introducano interventi mirati volti a ridurre il rischio sismico. Le aliquote relative alle detrazioni del 70% e del 75% aumenterebbero ulteriormente. In particolare, si potrebbe usufruire di una detrazione dell’80% se i lavori eseguiti comportassero il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in presenza della riduzione di due o più classi di rischio sismico.

 Bonus ristrutturazioni

Il BONUS RISTRUTTURAZIONI già presente nel 2023, è confermato anche per il 2024. L’aliquota delle detrazioni IRPEF in questo caso è del 50% per tutti gli interventi di ristrutturazione straordinaria restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia. Per quanto riguarda le parti comuni, l’agevolazione spetta anche agli interventi di manutenzione ordinaria. Gli interventi coperti attinenti alle tematiche energetiche sono vari e coprono interventi edilizi e impiantistici, a titolo di esempio:

Sostituzione o riparazione con innovazioni caldaia;

Sostituzione con altri anche di diverso tipo e riparazione o installazione di singoli elementi (detraibile nelle singole unità immobiliari se si tratta di opere finalizzate al risparmio energetico) Installazione di macchinari esterni;

Opere finalizzate al risparmio energetico, realizzate anche in assenza di opere edilizie propriamente dette (detraibile, purché sia certificato il raggiungimento degli standard di legge).

Per un elenco esaustivo di tutti gli interventi coperti si rimanda al sito dell’agenzia delle entrate. Il limite massimo coperto per ciascuna unità immobiliare è di 96 mila euro per ogni unità immobiliare.

Sempre nel contesto delle ristrutturazioni rientra il BONUS ARREDI, l’agevolazione spetta per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2024 e può essere richiesta solo da chi realizzato un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. Il bonus mobili, oltre agevolare l’acquisto del mobilio propriamente detto, prevede l’acquisto di elettrodomestici di nuova generazione con ridotti consumi energetici in particolare:

Forni classe energetica non inferiore classe A;

Lavatrici, lavasciugatrici e le lavastoviglie classe energetica non inferiore classe E;

Frigoriferi e i congelatori classe energetica non inferiore classe F.

L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. La detrazione irpef del 50% andrà ripartita in 10 quote annuali di pari importo ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 5.000 euro per il 2024.

Nell’ambito delle agevolazioni “minori” oltre il bonus arredi rientra il BONUS VERDE. L’agevolazione prevede una detrazione pari a 36% per una spesa massima di 5 mila euro in opere di sistemazione del verde inclusa l’irrigazione, realizzazione di aree verdi ed in particolare di nostro interesse, rientrano i giardini pensili e le coperture verdi. 

CER

Bilancio 2023

2023: il nostro bilancio

Il 2023 è stato un anno di grandi novità per la Puntoambiente SRLU. Siamo cresciuti sia in termini di personale che in competenze e abilità lavorative. Ovviamente il nostro faro rimane l’impiantistica legata soprattutto alle fonti rinnovabili, ma ora abbiamo una squadra in grado di seguire dalla A alla Z progetti di riqualificazione energetica che prevedano anche rifacimenti di coperture e pavimentazione in modo da migliorare l’efficienza dell’abitazione non solo attraverso impianti fotovoltaici, ma anche tramite insufflaggio di pareti e sottotetti, sistemi radianti a pavimento, pompe di calore. La collaborazione con lo Studio di Ingegneria di Dell’Orto Antonello consente poi di avere un supporto interno per le pratiche edilizie, quelle di allaccio degli impianti fotovoltaici, nonché le asseverazioni tecniche e le pratiche ENEA.

Non è stato sicuramente un anno facile per una azienda come la nostra soprattutto nei primi mesi quando ci siamo trovati a non riuscire a cedere crediti che avevamo concesso ai nostri clienti nel 2022, causandoci problemi non trascurabili di liquidità. E’ inutile negare che tutta la categoria si aspetterebbe la possibilità di avere leggi strutturali e non singoli bonus perché questa labilità non consente una programmazione adeguata degli investimenti. Abbiamo resistito, stretto i denti e siamo ripartiti, come potete anche vedere nel trend di seguito.

La capacità di adattamento alle varie richieste ci ha consentito di ampliare il mix dei lavori realizzati durante il 2023. Se è vero che il fotovoltaico rimane la principale fonte di guadagno della nostra azienda, dai grafici seguenti è possibile riconoscere quote significative legate ai climatizzatori a pompa di calore e alle opere di isolamento termico tramite insufflaggio. Anche le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici hanno avuto il loro spazio, mentre invece abbiamo registrato un calo nelle vendite delle caldaie a condensazione.

Il nuovo anno si apre con diverse incognite legate al comportamento degli utenti, sia che siano privati che aziende, in quanto è sensazione comune che ci sia attesa per eventuali incentivi legati al PNRR che però arrivano al momento solo per il reparto agricolo. In questo senso abbiamo partecipato con due progetti al bando del Parco Agrisolare, ma le graduatorie promesse per il 2023 non sono ancora uscite. La lentezza con cui si pubblicano i decreti attuativi come per esempio quelli legati alla comunità energetiche impedisce al momento qualsiasi previsione realistica. Qualcosa si sta muovendo a livello condominiale con l’autoconsumo collettivo, ma anche in questo caso i tempi legati alle approvazioni assembleari rimangono sempre troppo lunghi, mancando oltretutto in molti casi una competenza da parte degli stessi amministratori per spiegarne i vantaggi.

Assicurazione per il fotovoltaico

Perché prevedere un'assicurazione per i pannelli fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici domestici, installati quindi sui tetti delle abitazioni, possono far risparmiare fino al 75% del costo in bolletta legato alla spesa per il consumo di energia elettrica ma visto il costo iniziale della realizzazione dell’impianto è giusto che il cittadino pensi anche ad una forma di protezione, assistenza e riparazione in caso di danni dovuti a cause non prevedibili come i danni causati da grandinate di eccezionale potenza.

Purtroppo questi eventi non sono più così rari e anche quest’anno ne abbiamo avuto riprova, come ne abbiamo parlato in un nostro precedente articolo. Molti dei clienti che ci hanno contattato per ripristinare il loro impianto avevano stipulato un’assicurazione che almeno li copriva dai danni elettrici, il che ha consentito loro di sostituire l’inverter.

Ma quali danni copre l’assicurazione sui pannelli solari? Innanzitutto bisogna considerare che in condizioni regolari i pannelli fotovoltaici hanno una vita stimata di 25/30 anni quindi prima di stipulare un’assicurazione è bene tenere conto di varie condizioni relative al territorio dove l’impianto viene installato, prime tra tutte le condizioni atmosferiche. Per questo motivo sarà sicuramente vantaggioso stipulare una polizza nel caso in cui si risieda in una delle zone considerate a rischio.

Nonostante l’ampiezza della scelta, in linea generale le assicurazioni sui pannelli solari coprono i danni seguenti (che sono i più frequenti):

  • danni e malfunzionamenti causati da calamità naturali, guasti del sistema, danni elettrici ma anche furti e atti di vandalismo (questi sono denominati “danni diretti”)
  • la perdita di efficienza dell’impianto (danno indiretto)
  • danni verso terzi, cioè la responsabilità civile per possibili danneggiamenti a cose e persone provocati dai pannelli solari. Si pensi ad esempio alla caduta delle componenti per fissaggio inadeguato.

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Credito in fattura

Cos’è e come funziona il Credito in Fattura?

Cos'è e come funziona il Credito in Fattura?

Grazie agli accordi stipulati con società finanziarie di primo piano, noi di Puntoambiente S.R.L.U. siamo in grado di offrire piani di credito al consumo a tassi agevolati: ogni anno, per i 10 anni in cui recuperi il bonus edilizio, compensi il valore delle rate con il valore del Bonus fiscale. Così puoi pagare il tuo nuovo impianto a piccoli passi.

Facciamo un esempio pratico

Supponiamo di avere un preventivo per un impianto fotovoltaico pari a 15.000 € e che il cliente chieda un piano di finanziamento come il seguente:

In questo esempio la rata mensile vale 176,00 €, per un totale di 2.112,00 €/anno per 10 anni. Ogni anno, in occasione della dichiarazione dei redditi, il cliente potrà detrarre il 50%, cioè 750,00 €, andando a compensare parzialmente le rate del finanziamento. Quindi, il cliente per il suo nuovo impianto non verserà alcun anticipo e pagherà ogni anno per 10 anni una quota pari a:

2.112,00 € – 750,00 € = 1362,00 €

Ovviamente, il cliente si troverà allo stesso tempo una bolletta dell’energia elettrica alleggerita rispetto a quelle precedenti all’installazione dell’impianto. 

Noi di Puntoambiente proponiamo la formula del credito al consumo per tutte le tipologia di impianti proposti nella pagina dei servizi.  

FV condominio

Autoconsumo collettivo condominiale: perché conviene?

Autoconsumo collettivo condominiale: perchè conviene?

Nel nostro precedente articolo  e nella nostra pagina nella sezione Servizi abbiamo introdotto diversi argomenti per spiegare i vantaggi dell’autoconsumo collettivo in condominio.

Le dinamiche di discussione in una tipica assemblea condominiale ci suggeriscono di entrare ancora più in dettaglio su come orientarla al meglio per far comprendere alla maggior parte dei condòmini l’opportunità di un investimento in un impianto fotovoltaico.

Innanzitutto, la premessa fondamentale è dimostrare come l’opportunità data dalla legge di valorizzare in maniera virtuale la produzione di un impianto fotovoltaico condominiale sia di gran lunga molto più semplice da gestire rispetto alla richiesta, pur consentita dalla legge, del singolo condòmino di installarsi il suo impianto personale sulla porzione di tetto legata ai suoi millesimi di proprietà. Inoltre, vale la pena sottolineare in sede di presentazione i seguenti vantaggi:

  • aumento di valore della proprietà;
  • risparmio sulla bolletta condominiale;
  • nessun vincolo per le unità abitative che continueranno a ricevere la bolletta dal proprio gestore con gli stessi consumi di prima.

Tipicamente, i punti da considerare in ordine di priorità sono i seguenti:

  1. analisi di fattibilità tecnica;
  2. analisi dei consumi;
  3. analisi dei costi;
  4. analisi dei ricavi.

L’analisi di fattibilità tecnica

L’analisi di fattibilità tecnica deve rispondere alle seguenti domande:

  • qual è l’area utile della copertura per l’alloggiamento dei pannelli fotovoltaici?
  • cosa si intende per area utile?
  • qual è la modalità di accesso alla copertura?
  • La copertura dispone di una linea vita?

Una volta definiti e risolti questi vincoli tecnici il risultato finale dell’analisi deve riportare il numero massimo di pannelli installabili e, di conseguenza, il valore della potenza di produzione massimo installabile sull’edificio.

Nota a margine: per evitare costi aggiuntivi legati sostanzialmente a pure procedure burocratiche, generalmente si considera un valore massimo di potenza pari a 20 kWp.

L’analisi dei consumi

L’analisi dei consumi parte inevitabilmente dalle singole bollette dell’energia elettrica, sia delle parti comuni che dei singoli condòmini.

Questa analisi è fondamentale per capire quale possa essere la scelta più equilibrata del dimensionamento dell’impianto, in modo da bilanciare le seguenti voci:

  1. indice di autoconsumo dei consumi delle parti comuni;
  2. valore stimato dell’energia consumata dai singoli condòmini;
  3. valore stimato dell’energia in eccesso immessa nella rete.

Si tenga presente che mentre il punto 1 e il punto 3 sono i vantaggi classici di un tipico impianto fotovoltaico, il punto 2 rappresenta la parte che viene specificatamente incentivata per 20 anni proprio per le installazioni condominiali.

In questa fase l’analisi può essere più o meno dettagliata, anche in base alla disponibilità delle singole bollette delle unità condominiali. Nella pratica conviene ragionare a livello di cluster, cioè di gruppi di unità simili tra loro, come ad esempio:

  • numero totale di unità abitative;
  • numero di unità commerciali/uffici;
  • numero di unità con presenza in fascia diurna di persone superiore a 2/3;
  • numero di unità con presenza di impianti elettrici di consumo quali boiler elettrici o climatizzatori.

Si tenga conto, in ogni caso, che la fotografia del presente non sarà mai la stessa nel futuro (nuovi proprietari/inquilini, nuove scelte di consumo, etc…), per cui entrare troppo in dettaglio probabilmente non conviene in questa fase.

L’obiettivo però è quello di valutare quale dimensione dell’impianto può consentire una misura ragionevole dell’investimento iniziale e una successiva distribuzione equilibrata dell’energia prodotta tra autoconsumo e vendita in rete.

Nota: chiaramente si parla di consumi in fascia diurna in quanto, come noto, l’impianto fotovoltaico lavora sfruttando la luce del sole. L’eventualità di utilizzare un sistema di accumulo al momento per motivi tecnici, normativi e, soprattutto, di rapporto costi/benefici è di solito da escludere per un condominio.

L’analisi dei costi

L’analisi dei costi deve partire dal preventivo che può essere immaginato per il tipo di impianto definito nelle due fasi precedenti come:

kWp = min(analisi di fattibilità, analisi dei consumi)

Se si prescinde dai possibili costi legati all’accessibilità al tetto (linea vita, utilizzo di PLE, piattaforme di lavoro elevabili), il costo di un impianto fotovoltaico senza sistema di accumulo dipende principalmente dai seguenti fattori:

  • numero di pannelli;
  • qualità dei pannelli/inverter;
  • prezzi di mercato.

Allo stato attuale, che ha visto ultimamente una leggera ma costante riduzione dei prezzi, si può ipotizzare una forbice tra i 1500 €/kWp per gli impianti più grandi e i 1800 kWp per quelli più piccoli (iva compresa). Il vantaggio poi degli impianti fotovoltaici è la ridotta manutenzione per cui i costi annuali potrebbero ridursi a:

  • costo assicurazione per danni a impianto elettrico/pannelli;
  • costo legato al monitoraggio delle prestazioni, al pagamento degli incentivi e alla distribuzione degli utili dell’autoconsumo collettivo. 

L’analisi dei risparmi e dei ricavi

Questa analisi di previsione consente di generare un trend di flusso di cassa per valutare la bontà dell’investimento economico.

Il sistema di calcolo viene proposto ormai da diverse piattaforme. Una di queste è Recon proposta gratuitamente da ENEA.

Le voci da considerare sono comunque sempre le stesse:

  • i risparmi da autoconsumo fisico sulla bolletta condominiale;
  • i ricavi dall’energia immessa in rete nella quota di quella condivisa
  • i ricavi da energia immessa e venduta in rete eccedente la quota condivisa;
  • la detrazione fiscale del 50% sui 10 anni.

L’obiettivo è capire, in prima battuta, il costo dell’investimento iniziale e il tempo di rientro da questo investimento (ROI). Tipicamente il rientro dall’investimento va dai 4 agli 8 anni, dopodiché è tutto guadagno.

Fatta questa prima valutazione, sempre per venire incontro alle singole capacità di spesa, sarà importante esporre la possibilità dell’accensione di un finanziamento. A fronte del pagamento degli inevitabili interessi, questa è un’opportunità molto interessante anche per i seguenti motivi:

  • azzeramento dell’investimento iniziale;
  • possibilità di estensione del finanziamento a 10 anni: questo consente di bilanciare la rata annuale del finanziamento con la detrazione fiscale del 50%;
  • il finanziamento viene fatto su base volontaria al singolo condòmino, per cui ognuno può scegliere liberamente e, soprattutto, ognuno risponde singolarmente degli eventuali mancati pagamenti senza coinvolgere il condominio.

Ribadendo che il finanziamento potrà essere una scelta personale, si fa presente che anche noi di Puntoambiente siamo in grado di offrire proposte di finanziamento molto vantaggiose in modalità semplificata rispetto a eventuali richieste in banca o presso altri istituti finanziari, grazie a convenzioni stipulate appositamente.

 

Caso pratico: condominio di 18 unità residenziali e 4 unità commerciali

Per questo condominio avevamo poche informazioni:

  • indirizzo;
  • bolletta condominiale;
  • numero di unità, divise tra residenziali e commerciali.

Dopo aver effettuato l’analisi di fattibilità tecnica e l’analisi dei consumi (necessariamente stimati data l’assenza delle bollette delle singole utenze) siamo giunti a proporre un impianto di 15 kWp al costo di circa 1.600 €/kWp, esclusi i costi legati alla sicurezza.

Abbiamo poi considerato il valore del prezzo medio di acquisto dell’energia, desunto dal sito di ARERA: prudenzialmente abbiamo inserito 0,3 €/kWh.

Infine abbiamo considerato il prezzo medio di vendita dell’energia immessa in rete e non condivisa: prudenzialmente abbiamo inserito 0,1 €/kWh.

I risultati senza opzione di finanziamento

Come evidenziato dal progetto l’investimento si ripaga in un tempo di 6/7 anni e produrrà utili molto interessanti negli anni successivi.

I risultati con opzione di finanziamento

Come evidenziato dal trend a fronte di minori ricavi si evidenzia come l’impianto possa risultare a costo zero iniziale per le utenze sommando gli incentivi, i ricavi e le detrazioni fiscali con utili interessanti, specialmente per gli anni successivi al decimo.

Sei un amministratore condominiale? Oppure abiti in un condominio e vorresti installare un impianto fotovoltaico? Accedi alla nostra pagina di contatti e scegli la modalità preferita per metterti in contatto con noi e trovare la migliore soluzione!

Smart home

Consigli per risparmiare energia e far bene all’ambiente e al portafogli

Consigli per risparmiare energia e far bene ad ambiente e portafoglio

Le attuali oscillazioni dei prezzi del gas e dell’energia elettrica stanno spingendo molti italiani a valutare l’installazione di un impianto fotovoltaico con o senza sistema di accumulo. Senza però un utilizzo consapevole dell’energia si rischia di vanificare l’investimento. Al contrario, adottando semplici comportamenti si possono avere risparmi anche superiori a quelli a quelli preventivati sulla base dei consumi storici. In pratica si deve cercare di utilizzare la maggior parte dell’energia solare e immettete il meno possibile in rete.

Come risparmiare sulla bolletta di energia elettrica

Il primo passo verso il risparmio energetico è prendere consapevolezza dei propri consumi effettivi, attraverso una lettura attenta delle proprie bollette. Questo ci consentirà di scegliere il fornitore più adatto alle nostre esigenze e di avere più accortezze nell’uso, per esempio, degli elettrodomestici. Lo step successivo per risparmiare energia sarà, dunque, evitare ogni forma di spreco, anche piccola, e adottare abitudini più virtuose.

Diventa importante perciò capire come si distribuiscono i consumi quotidiani di energia elettrica per provare a ottimizzarli.

Come si calcola il consumo di un elettrodomestico

Innanzitutto occorre distinguere tra  kilowatt (kW) (l’unità di misura della potenza di un apparecchio elettrico e corrisponde a 1000 Watt) e il kilowattora kWh (l’unità di misura del consumo elettrico che indica quanta energia viene utilizzata per far funzionare un determinato elettrodomestico per un’ora di tempo).

Per effettuare il calcolo dei kWh consumati da un elettrodomestico, da un computer o da una qualsiasi altra apparecchiatura alimentata a corrente, si deve conoscere la sua potenza, generalmente indicata sulla confezione o sul libretto di istruzioni.

I kWh consumati da quell’elettrodomestico si ottengono moltiplicando la potenza per il numero di ore di utilizzo, eventualmente dividendo per mille se la potenza è espressa in Watt.

Esempio:
Se per lavoro utilizzi un pc fisso con una potenza di 250 Watt, l’energia consumata per 8 ore di lavoro in un giorno sarà pari a: 250W x 8h : 1000 = 2kWh

Una volta calcolati i kWh giornalieri, sarà sufficiente moltiplicarli per i giorni di utilizzo nel corso del mese o dell’anno per avere un’idea precisa del consumo complessivo generato dal suo utilizzo.

Si può facilmente stimare l’impatto sulla bolletta della luce di ciascun elettrodomestico andando a capire quanta energia ha consumato, nel corso del mese, sul totale che è stato fatturato dal gestore luce.

Se, ad esempio, il tuo PC ha consumato 20 kWh nell’ultimo mese e la bolletta luce riporta un consumo complessivo di 100 kWh, significa che un quinto dell’energia elettrica usata è servita per alimentare il computer.

Come sfruttare al meglio l’energia prodotta dall'impianto fotovoltaico

Ridurre il consumo di elettricità

Innanzitutto si dovrebbero eliminare i dispositivi e gli apparecchi che consumano troppa elettricità. Questi includono dispositivi di standby, lampadine ad incandescenza e scaldabagni. Più basso è il consumo complessivo, maggiore è la parte di esso che si potrà coprire utilizzando l’impianto solare.

Installare i LED al posto delle lampadine

Le lampadine obsolete utilizzano solo il dieci per cento circa dell’elettricità per fare luce, mentre il restante 90 per cento va perso come calore. Le moderne luci a LED utilizzano quasi tutta l’elettricità per fare luce. Lo si può notare chiaramente dal fatto che rimangono fredde, vale a dire che ci sono molte meno perdite.

Disattivare la modalità standby

Molti dispositivi elettrici (elettrodomestici da cucina, TV, computer, ecc. ) consumano elettricità anche quando non sono in uso. Considerando il numero di dispositivi elettrici in una casa normale, il consumo in standby può davvero risultare consistente. Per questo motivo, tali dispositivi dovrebbero – quando non sono in uso – essere fisicamente separati dal circuito elettrico.

Utilizzare dispositivi elettrici per produrre acqua calda sanitaria

Se si produce elettricità solare mediante un impianto fotovoltaico, è necessario convertire i sistemi di produzione di acqua calda sanitaria in dispositivi elettrici. Gli scaldacqua istantanei consentono anche il riscaldamento dell’acqua vicino al rubinetto – ad esempio come unità sotto il lavello. La temperatura dell’acqua può essere regolata esattamente come desiderato. La richiesta di acqua calda è più o meno la stessa nel corso dell’anno. Durante la tarda primavera e l’estate, questa domanda può essere interamente soddisfatta dall’energia solare prodotta dal fotovoltaico, aumentando il livello di autoconsumo e riducendo i costi.

Utilizzare i dispositivi elettrici ad alto consumo durante il giorno

Gli elettrodomestici con il maggior fabbisogno di energia elettrica sono la lavastoviglie, la lavatrice, l’asciugatrice e il fornello della cucina. Questi possono essere facilmente dotati di interruttori temporizzati, in modo che funzionino durante il giorno quando l’impianto fotovoltaico produce molta energia che può essere utilizzata immediatamente . Una stufa elettrica ad alta potenza potrebbe essere una sfida per il fotovoltaico: in questo caso, una batteria di accumulo abbinata all’impianto può essere utilizzata come buffer per picchi di carico di breve durata perché non è solo il numero di kilowatt prodotti dal fotovoltaico che deve essere sufficiente, ma anche le correnti messe a disposizione con breve preavviso.

Curare il giardino sfruttando l’elettricità solare prodotta dall’impianto fotovoltaico

La produzione di un impianto fotovoltaico è più alta tra la primavera e l’autunno. Questo è anche il periodo dell’anno in cui il giardino richiede più lavoro. È possibile utilizzare comodamente tosaerba elettrici e tagliasiepi. Se avete una batteria di accumulo abbinata al vostro impianto fotovoltaico, potete usarla per alimentare le luci LED nel vostro giardino, la sera e la notte. Una sauna da giardino può essere riscaldata durante il giorno utilizzando l’elettricità in eccesso, in modo che sia pronta per l’uso la sera.

L’accumulo di energia aumenta l’efficienza dell’impianto fotovoltaico

Il prezzo delle batterie  di accumulo al litio è sceso notevolmente nell’ultimo anno e questa tendenza dovrebbe continuare anche in futuro. Per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di tutta la casa, vale la seguente regola generale: senza stoccaggio, è possibile soddisfare circa il 30-50 per cento della domanda di energia elettrica direttamente dall’impianto fotovoltaico. In  combinazione con una batteria la resa dell’impianto solare può arrivare fino al 90%.

Realizzare una casa intelligente con poca spesa

Realizzare una smart home non è più un investimento costoso: bastano semplicemente alcuni oggetti tecnologici indipendenti che siano connessi alla rete wifi e siano gestibili da smartphone o da remoto.

Per avere una casa intelligente sono necessari dei semplicissimi dispositivi che ormai sono diventati comuni nel nostro quotidiano:

  • Una connessione internet
  • Uno smartphone
  • Un voice assistant come Alexa o Google Home

A questo punto è possibile gestire e controllare anche da remoto o semplicemente con l’uso della voce un insieme sempre più ampio di dispositivi elettrici ed elettronici. Sicuramente i dispositivi più economici sono le cosiddette prese intelligenti a cui possono essere collegati tutti i dispositivi, come luci a piantana,  televisori, videocamere, diffusori, ventilatori, etc…

Poi esistono ormai sul mercato sempre più dispositivi che integrano connessioni smart al loro interno e che possono essere tranquillamente gestiti da app dedicate o generiche sullo smartphone: lampadine, lavatrici, robot aspirapolvere, tapparelle elettriche, etc… 

Noi di Puntoambiente possiamo aiutarti a realizzare un impianto fotovoltaico con o senza accumulo che sia correttamente dimensionato sui consumi effettivi in modo da contenere l’investimento inziale e massimizzare il risparmio in bolletta! 

02 Danni pannelli per grandine e tromba d'aria

La manutenzione straordinaria di un impianto fotovoltaico

La manutenzione di un impianto fotovoltaico

Gli interventi di manutenzione sono fondamentali per garantire il corretto funzionamento dell’impianto fotovoltaico nonché per rendere adeguati i livelli di rendimento. Sebbene sia vero che un impianto fotovoltaico sia un investimento a basso rischio, sussistono comunque sempre delle situazioni che possono causare la riduzione o addirittura l’interruzione della produzione di energia elettrica dell’impianto stesso. E’ ovvio che in questi casi è fondamentale accorgersi subito della presenza di anomalie e intervenire per un ripristino immediato delle condizioni iniziali.

Noi di Puntoambiente proponiamo un servizio di monitoraggio e manutenzione di impianti fotovoltaici per gestire il corretto mantenimento nel tempo delle prestazioni. 

Quando è necessario ricorrere alla manutenzione straordinaria?

Gli eventi calamitosi che hanno colpito in questi giorni alcune zone della Lombardia dove operiamo in prevalenza con la nostra attività sono un chiaro esempio di richiesta di manutenzione straordinaria. Nelle foto seguenti riportiamo alcune delle richieste che ci sono pervenute dopo le grandinate e le trombe d’aria che hanno colpito in particolare la “nostra” Brianza.

In questi casi è necessario intervenire con tempestività per ripristinare nel minor tempo possibile la piena funzionalità del sistema.

Mentre la manutenzione ordinaria prevede di norma interventi tecnici minori, come ad esempio la pulizia dei pannelli e la verifica dei componenti installati, che non vanno dunque a modificare la struttura dell’impianto fotovoltaico, la manutenzione straordinaria riguarda invece attività di riparazione e sostituzione più complesse

Noi di Puntoambiente abbiamo le competenze e la specializzazione per intervenire a verificare le componenti principali del sistema (quadri elettrici, inverter, accumuli, etc…). Ma non solo: possiamo effettuare con l’ausilio di un drone un’ispezione accurata ad elevata risoluzione dei pannelli, anche quando questi si trovano su coperture e tetti non agevolmente raggiungibili.

Una volta individuate le cause, sarà quindi possibile eseguire interventi di manutenzione straordinaria quali:

Riparazione o sostituzione pannelli danneggiati;

Sostituzione di inverter e trasformatori;

Sostituzione di strutture deteriorate o che hanno subito cedimenti;

Riparazione o sostituzione quadri di parallelo stringhe

Se il tuo impianto fotovoltaico è stato danneggiato o hai rilevato un calo delle prestazioni puoi richiedere la nostra consulenza: contattaci per avere maggiori informazioni.

Bando ACCENDI IL CAMBIAMENTO ENERGETICO

Bando Fondosviluppo “ACCENDI IL CAMBIAMENTO ENERGETICO”

PROROGATA LA SCADENZA DELLA CALL DI FONDOSVILUPPO “ACCENDI IL CAMBIAMENTO ENERGETICO”

Fondosviluppo (il Fondo per lo sviluppo della cooperazione creato da Confcooperative) mette a disposizione 3 milioni di euro, per accompagnare le cooperative aderenti a Confcooperative in un percorso di rafforzamento e sviluppo verso la transizione ecologica/energetica

La Call “Accendi il Cambiamento Energetico” è rivolta a tutte le Cooperative italiane aderenti a Confcooperative in regola con i contributi associativi e i versamenti del 3% a Fondosviluppo.

·         Non possono partecipare alla Call le Cooperative che beneficeranno del Bando “Parco Agrisolare” indetto dal MIPAFF.

·         Verrà data la precedenza alle cooperative che non hanno mai beneficiato di altri interventi da parte di Fondosviluppo. 

Le candidature potranno essere presentate a partire dal 15/11/2022 sino al 31/12/2023.

Spese ammissibili

  • Interventi di isolamento termico (cappotto termico);

  • sostituzione di infissi;

  • sostituzione di impianti di climatizzazione;

  • Sostituzione di impianti di riscaldamento invernale con pompe di calore o caldaie a condensazione, oppure con micro cogeneratori;

  • Installazione di dispositivi per la domotica e il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione;

  • Sostituzione dell’impianto di illuminazione tradizionale /incandescenza, ecc) con lampade a led.

  • Per gli interventi funzionali a ridurre emissioni e dipendenza energetica le spese ammissibili sono:

  • Installazione di impianti di produzione di energia generata da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo;

  • Installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. 

Agevolazioni

Le cooperative potranno beneficiare contemporaneamente dei seguenti interventi::

  • Concorso conto interessi per un importo massimo di €. 50.000 su un mutuo accordato dalla BCC per un importo massimo di €. 500.000 e una durata massima di 5 anni.
  • Copertura degli oneri finanziari su eventuali garanzie rilasciate da Cooperfidi Italia.

In aggiunta verrà erogato un contributo a fondo perduto per un importo massimo di €. 5.000 per cooperativa richiedente, a fronte di rimborso costi per progettazione e consulenza sullo studio di fattibilità, valutazioni efficientamento e certificazione energetiche rilasciate da realtà cooperative accreditate aderenti a Confcooperative o afferenti al sistema Confcooperative.

Vuoi avere maggiori informazioni? Inviaci una mail o scrivici tramite la nostra pagina dei contatti:

Cresce il numero delle installazioni di impianti fotovoltaici

Dati statistici sulle installazioni di impianti fotovoltaici in Italia

Il GSE pubblica on line statistiche trimestrali che fotografano l’andamento del settore fotovoltaico in Italia. I dati contenuti nell’ultima nota aggiornata a marzo 2023 confermano la crescita sostenuta del comparto già osservata nel corso del 2022.

Dati installazione impianti Fotovoltaici dal 2005 al 2023
Numerosità e potenza degli impianti fotovoltaici in Italia

Il dato sembrerebbe positivo, ma in realtà certifica una crescita ancora troppo lenta e insufficiente a raggiungere gli obiettivi previsti per il 2030.

Andamento tendenziale e target delle rinnovabili in Italia

Questo è quanto emerge dal Rapporto sulle energie rinnovabili 2023 (Rer) realizzato dall’Energy & Strategy della School of Management del Politecnico di Milano l’Italia. I risultati in termini di impianti a energia rinnovabile installati nel Paese sono troppo bassi rispetto a quanto sarebbe necessario per raggiungere gli obiettivi di di 125-150 GW al 2030. I poco più di 3 GW aggiunti nel 2022, sono appena un terzo dei circa 10 GW (tra 8,6 e 10,7 GW) che dovremmo aggiungere annualmente per tenere il passo, al pari degli effettivi 10,7 GW della Germania, 5,9 della Spagna e 5 della Francia (la quale però nel mix aggiunge l’energia nucleare). Soprattutto a fronte della forte elettrificazione dei consumi, che dovrebbe portare al raddoppio del fabbisogno elettrico (+126%).

A fine 2022 la potenza totale installata da fotovoltaico superava i 25 gigawatt complessivi, di cui 2,5 gigawatt aggiunti nell’ultimo anno e suddivisi in 295.000 nuovi impianti. Da qui si deduce che la crescita è stata trainata soprattutto da impianti di piccolissima taglia (in media 6 kilowatt) nelle regioni del Nord Italia, sull’onda del Superbonus 110%. Mancano quasi completamente all’appello i grandi impianti, senza i quali non è possibile immaginare di scalare la potenza installata, spiegano gli autori del report.

Fotovoltaico in Italia: parco installato

Il nostro contributo alla transizione energetica e allo sviluppo delle rinnovabili

Come Puntambiente abbiamo iniziato le installazioni già nei primi anni 2000, ai tempi dei cosiddetti “Conto Energia” e, come tutto il settore, abbiamo avuto un “risveglio” del mercato solo dopo le direttive europee e gli impulsi dati dalle normative sul superbonus e dello sconto in fattura. Solo negli ultimi 12 mesi abbiamo effettuato 21 installazioni per una potenza complessiva pari a circa 150 kWp.

Ma possiamo fare ancora meglio con la vostra collaborazione!

Grazie alla nostra esperienza diretta di questi anni, oltre a selezionare per voi prodotti di assoluta qualità, garantiamo soluzioni adatte a diverse situazioni (case singole, condomini, aziende, capannoni) sempre “chiavi in mano”, dalla progettazione all’installazione e alla produzione delle necessarie autorizzazioni e della documentazione burocratica e fiscale. Tra le soluzioni non va dimenticato il potenziamento di un impianto esistente, sia come potenza installata che come inserimento di un sistema di accumulo in grado di fornire energia anche nelle ore notturne.

Siamo sempre attenti alla presenza di bandi di finanziamento, nazionali, regionali e locali, per venire incontro alle esigenze di spesa dei nostri clienti e accompagnarli alla corretta produzione della documentazione necessaria. In particolare, vogliamo segnalare le opportunità date, per esempio,

  • dalla normativa sull’autoconsumo collettivo (condomini) e delle Comunità Energetiche (che a breve saranno ulteriormente incentivate dal governo);
  • dal decreto Parco Agrisolare, che prevede contributi a fondo perduto fino all’80% per le imprese agricole (vedi nostra pagina di approfondimento).

Offriamo soluzioni anche su finanziamento fino a 10 anni a tassi agevolati che consentono un rientro pressocché immediato dell’investimento grazie alla combinazione tra interessi e detrazioni fiscali che, come noto, sono del 50% in 10 anni. 

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Immagine Physico

Il Trattamento Ecologico dell’Acqua Domestica

Acque per consumo umano: cosa dice il nuovo Decreto 18/2023

 

Il 23 febbraio 2023 è stato pubblicato in Gazzetta il DECRETO LEGISLATIVO, n. 18 di attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. Il Decreto è in vigore dal 6 marzo 2023 ed abroga il Decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 che attuava la passata direttiva 98/83/CE.

La Direttiva è particolarmente importante perché rappresenta la prima legislazione europea ad essere adottata grazie all’iniziativa dei Cittadini Europei, ossia dello strumento di democrazia partecipativa dell’UE, ossia l’ICE “Right2Water”.

La direttiva (UE) 2020/2184 mira a introdurre norme per la protezione della salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque destinate al consumo umano, garantendone “la salubrità e la pulizia”. Introduce requisiti di igiene per i materiali che entrano in contatto con le acque potabili, come le condutture. Mira a migliorare l’accesso alle acque destinate al consumo umano; introdurre un approccio efficace sotto il profilo dei costi basato sul rischio, per monitorare la qualità dell’acqua.

Lanciata nel 2012, l’ICE in questione aveva l’obiettivo di rendere l’acqua potabile e relativa ai servizi igienico-sanitari “un diritto umano universale, un bene comune” e non “una merce”. Di fatto, alla legislazione dell’UE è stata fatta richiesta di imporre, a tutti i governi nazionali, la garanzia di fornire ai cittadini acqua potabile pulita a sufficienti servizi igienico-sanitari. L’iniziativa è stata un grande successo, e ha raccolto oltre un milione e seicentomila firme. Di riflesso, la Commissione Europea ha elaborato il testo della Direttiva Europea sull’acqua potabile nel 2018, e le disposizioni sono state infine approvate nel dicembre 2020 dal Parlamento UE.

Di fatto, la nuova Direttiva Europea sull’acqua potabile si propone di offrire diversi strumenti e regole per incentivare un sempre minore consumo di acqua in bottiglia a favore invece dell’acqua potabile del rubinetto. Si ritiene che se tale approccio dovesse avere successo, le famiglie europee arriverebbero a risparmiare più di seicento milioni di euro l’anno e, contestualmente, a impattare molto positivamente sull’ambiente grazie all’abbattimento della produzione di rifiuti in plastica. Vale infatti la pena ricordare che proprio le classiche bottiglie di plastica utilizzate per l’acqua potabile rappresentano uno degli articoli monouso più inquinanti in assoluto.

Acqua potabile e acqua destinata al consumo umano

La dizione “qualità dell’acqua destinata al consumo umano” implica, oltre all’uso potabile, anche il contatto dell’acqua con il corpo umano durante le varie pratiche di lavaggio, tenendo conto sia della popolazione media, adulta e sana, che delle fasce sensibili quali bambini, anziani e malati. 

Sul sito del Ministero della Salute è possibile approfondire l’argomento per tutti i dettagli tecnici. 

La disciplina delle apparecchiature per il trattamento delle acque

il Decreto 7 febbraio 2012 , n. 25, disciplina le apparecchiature finalizzate al trattamento delle acque destinate al consumo umano. 

In esse viene sottolineato come ogni apparecchiatura deve essere denominata con la sua specifica azione svolta:
• addolcitore a scambio ionico
• dosatore di additivi chimici (polifosfati, cloro….)
• induttore elettromagnetico
• induttore magnetico permanente
• osmosi inversa
• filtro meccanico ……

e viene VIETATO l’uso della definizione «DEPURATORE/DEPURAZIONE» in quanto nessuno dei dispositivi in commercio può vantare questa proprietà.

Le apparecchiature di trattamento di acque destinate al consumo  umano attualmente in commercio utilizzano generalmente uno o più processi, regolati da specifiche norme tecniche. Le modalità di realizzazione e controllo dei trattamenti, nonché la loro combinazione e sequenza all’interno di ciascuna apparecchiatura, si differenziano notevolmente a seconda dei modelli in commercio, in funzione anche delle finalità del dispositivo, dei volumi di acqua da trattare, della destinazione d’uso, ecc. Si sottolinea che, in accordo con le prescrizioni del D.M. 25/2012, è indispensabile che il consumatore sia adeguatamente informato, da parte del produttore e del distributore, secondo le rispettive competenze, per valutare l’eventuale opportunità e orientare l’eventuale scelta sulla specifica apparecchiatura di trattamento.

Rimandiamo alle Linee Guida emanate dal Ministero della Salute nel 2013 per una più approfondita trattazione dell’argomento.

La ricerca di un trattamento ecologico delle acque adibite al consumo umano

In linea con la nostra filosofia di lavoro  proponiamo ai nostri clienti un impianto di trattamento dell’acqua ecologico, sostenibile dal punto di vista sia ambientale che economico, frutto di un lavoro di ricerca scientifico supportato dalle Università di Padova e Milano. 

Tecnicamente Physico® è un induttore elettromagnetico installabile direttamente su ogni circuito o tramite by pass. Nella sua camera di trattamento passa tutta l’acqua proveniente dalla linea principale di adduzione e destinata all’utente o agli utenti. Ed è proprio in questa camera che si induce quel cambiamento che non muta né l’aspetto né il sapore dell’acqua ma elimina la sua azione più dannosa, ovvero la formazione di incrostazioni calcaree, riducendo nel contempo la presenza di microrganismi patogeni.

Physico® funziona senza additivi chimici, senza sali, senza manutenzione con efficacia costante nel tempo. La sua efficienza è costante nel tempo perché assicurata dall'alimentazione elettrica. Consegue un rilevante risparmio energetico per effetto della drastica riduzione delle incrostazioni di calcare.

Vuoi avere maggiori informazioni? Utilizza i nostri canali per metterti in contatto con noi: saremo molto lieti di illustrarti il prodotto e trovare la soluzione più adatta alle tue necessità!

FV condominio

Autoconsumo collettivo condominiale: vantaggi economici conseguibili

Vantaggi economici conseguibili dai membri di un autoconsumo collettivo condominiale

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano una vera e propria rivoluzione nel settore energetico, dove i cittadini (prosumer) diventano protagonisti attivi del processo di produzione e consumo dell’energia. Rimandiamo alla rete l’approfondimento di cosa sono e come funzionano, vista l’ampia disponibilità di pubblicazioni sul tema. In questo articolo raccontiamo una nostra recente analisi su un piccolo condominio di 3 utenze proprio per evidenziare come è possibile realizzare un autoconsumo collettivo anche in piccole realtà del nostro territorio.

Il quadro legislativo delle CER: a che punto siamo

La proposta di decreto che incentiva la diffusione di forme di autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva inviato all’Unione Europea è stata approvata a fine giugno 2023. A breve si attende la pubblicazione in gazzetta.

In attesa del testo definitivo, possiamo anticipare che i membri delle comunità energetiche potranno usufruire di due tipi di agevolazioni, un incentivo in tariffa basato sulla potenza erogata dall’impianto e un contributo a fondo perduto attraverso fondi del PNRR riservato alle comunità energetiche costituite nei comuni con meno di 5mila abitanti. Il contributo previsto ammonterebbe al 40% dell’investimento, sia per la realizzazione di nuovi impianti che per il potenziamento di quelli esistenti.

Il caso pratico di un piccolo condominio

Il caso analizzato riguarda un condominio con tre utenze più un’utenza per gli impianti comuni. L’analisi parte dalle bollette di tutte le utenze coinvolte: in pratica, occorre recuperare da esse i valori dei consumi su base annua

I dati da considerare sono i consumi totali e quelli in fascia F1, che rappresentano approssimativamente la fascia diurna, cioè quella utilizzabile con la produzione fotovoltaica. Un'analisi più accurata prevede la disponibilità di questi dati con un dettaglio mensile. 

Bisogna poi fare una distinzione tra i consumi delle parti comuni (es. ascensore, luci, etc…) e delle singole utenze. I consumi delle parti comuni servono per capire la quota di autoconsumo diretto dell’impianto fotovoltaico rispetto alla produzione totale di energia. I consumi delle singole utenze servono invece per capire le quote di autoconsumo “virtuale”, cioè quelle calcolate a valle dal gestore per misurare i valori della cosiddetta “energia condivisa”.

Dimensionamento dell’impianto fotovoltaico

I condomini non sono tutti uguali e non sempre si hanno a disposizione ampie superfici sulla copertura per la posa dei pannelli. L’analisi del tetto e degli accessi ad esso consente di definire il limite massimo di potenza installabile. Il dimensionamento dell’impianto, quindi, viene fatto cercando di massimizzare la resa energetica su tutte le utenze con un limite massimo dato dalla sua realizzabilità fisica.

Di solito si considera anche il limite dei 20 kWp come potenza installabile in quanto al di sopra di questa soglia sono necessari ulteriori adempimenti burocratici che riducono il rendimento dell'investimento.

Investimento e tipologia di detrazione

Ultimo passaggio riguarda la valutazione economica. Preventivo alla mano, si tratta di capire a quanto ammonta l’investimento iniziale e la quota eventuale di costi di manutenzione periodica. 

Nel calcolo del ritorno economico dell’investimento un ruolo importante è dato ovviamente dalla possibilità di detrarre la suddetta spesa al 50% in 10 anni. 

Nel nostro caso, infine, non abbiamo considerato la realizzazione di questo impianto in Superbonus, nel qual caso sarebbero venuti meno gli incentivi previsti per la remunerazione dell’energia condivisa.

I risultati

Nel caso pratico in questione (un piccolo condominio di 3 utenze) abbiamo ipotizzato come scelta più conveniente un impianto di 10 kWp. Il valore dell’investimento è stato di circa 1850 €/kW , valore leggermente superiore alla media attuale dei costi dovuto alla necessità di realizzare una struttura custom per i pannelli dovuto alla copertura piana e non a falda dell’edificio. Di seguito rappresentiamo i risultati finali dell’analisi, ottenuti tramite lo strumento gratuito RECON

Come evidenziato dal progetto, anche nel caso come questo di un piccolo condominio posto in una città della pianura padana, l’investimento si ripaga in un tempo di 6/7 anni con incentivi che permangono fino a 20 anni. 

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